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sandra piace

Mi chiamo Sandra Piace e ho un “potere” particolare, penso qualcosa e questo qualcosa si realizza. Credo che sia un potere che abbiamo tutti, ma poche persone lo utilizzano. Quando non ero cosciente di avere questo potere ho fatto degli incubi da sveglia e le mie più grandi paure si sono trasformate in realtà. Ma infondo dietro ogni grande crisi c’è una rinascita. Viviamo in una società che non ci insegna ad amare. A scuola vogliono che impariamo a memoria le date della prima guerra mondiale. Le formule matematiche. Ripetiamo come pappagalli quello che i professori hanno imparato come  pappagalli. Ma nessuno ci insegna ad essere brave persone. Ad essere bravi genitori. Nessuno ci insegna come realizzare i nostri sogni, come aprire le menti.

 

sandra Piace

A Sandra Piace il rap: essere La rapper più brava del mondo il mio sogno.

Mi piace rappare e da bambina ho trovato questo modo per sfogare la mia rabbia.  Volevo diventare la rapper più brava del mondo. Crescendo  le persone mi dicevano “Sandra Piace sei bianca sei italiana e sei donna non potrai mai diventare la più brava a rappare” ho quasi finito per credere che fosse vero. Nel 2016 mi arriva una mail: un’organizzatrice dell’evento più importante della VANS per i suoi 50 anni  mi invita  a suonare in Messico (tra le star chiamate da tutto il mondo io ero l’unica italiana. Avevano chiamato a suonare anche I Wu Tang Clan)  Volevano me perché a città del Messico “la rapper donna bianca italiana è molto ascoltata” queste furono le parole dell’organizzatrice. Il Messico ha letteralmente cambiato la mia vita, quel viaggio è stato tanto bello quanto orribile.

Rapper donna italiana: Sandra Piace

Devo fare una premessa facciamo un passo indietro: A 21 anni ho firmato il mio primo contratto in Sony. Pochi mesi prima di firmare il contratto ho desiderato con tutta me stessa di firmare con una major. Quella è stata la prima magia della mia vita. Era febbraio del 2007 e stavo mandando il mio cd per posta a tutte le case discografiche. Fin quando non mi ha risposto Universal, dandomi un appuntamento a Milano. Ero convinta che sarebbe stata la svolta della mia vita. Quando sono arrivata  non ho trovato un contratto ma una persona che mi disse “no Sandra o fai la bambolina del rap italiano o non arriverai mai da nessuna parte con queste tue canzoni cattive” dissi semplicemente Io sono cosi, il mio rap è spesso incazzato perché io sono incazzata! ribatte lui beh se sei cosi arrabbiata fai Miss simpatia me lo disse per prendermi in giro aggiungendo che non avrei firmato con una major. Lui non sapeva chi aveva difronte, io  ero abituata a trasformare la rabbia in medicina. Ero una furia, tornai a casa e dissi tra me e me “ti faccio vedere chi sono”. Da li a poco creai la pagina Myspace di Miss simpatia e il mio profilo era il più visualizzato di quell’anno. Pochi mesi dopo firmai con Sony e usci la mia canzone “Ciao Fibra” . Un inno per le donne che non dovevano farsi maltrattare.

Miss simpatia VS Sandra Piace

I giornalisti iniziarono a scrivere che ero la ragazza di Fabri Fibra ed io dissi di si. Lo ero davvero: spiritualmente ero la Ex di ogni stronzo a cui abbiamo permesso di calpestarci e umiliarci. Ero la prima Rapper ad essere uscita con una canzone in radio piena di parolacce, non so se è un vanto, ma prima di Ciao Fibra in radio e su Mtv le parolacce non passavano.  Per 10 anni calò il buio, mi ritirai dalle scene. Qgni tanto usciva qualche mio brano per gioco  ma avevo smesso. Avevo smesso di credere nel mio potere, mi chiedevo ogni giorno della mia vita che fine avesse fatto quella Sandra che era riuscita a farmi realizzare il mio sogno.

Tornando al 2016 non volevo partire da sola dall’altra parte del mondo. Avevo paura e ho fatto un errore. Ho portato con me una persona che nemmeno conoscevo, un ragazzo molto famoso in Italia. Questo ragazzo si è proposto e io ho pensato “wow che bella idea grazie” siamo partiti e per me è iniziata la crisi. Lui si comportava male, il colmo era che andavo a suonare ad un evento VANS dedicato alle donne e al loro coraggio, ma io coraggio non ne avevo. Volevo poter dire a qualcuno cosa stava succedendo ma non potevo far preoccupare la mia famiglia. Il mio manager Max iniziò ad accorgersi che qualcosa non andava. Ci sentivamo al telefono e mi disse “Sandra sei strana cosa succede?” ma continuavo a stare zitta, il concerto in Messico fu stupendo. Il pubblico conosceva le mie canzoni, ma quando tornavo in albergo iniziava il delirio.

Lui nei suoi social intanto si faceva bello e scriveva che era stato lui ad essere chiamato per suonare in Messico. Creo anche un fotomontaggio dove sembrava che avesse suonato difronte a milioni di persone. io non dissi nulla per la paura di una sua reazione violenta. Il vero problema non era un ragazzo che fingeva di essere stato chiamato a suonare in Messico, il vero problema è che quel ragazzo mi aveva distrutta psicologicamente e io lo avevo permesso.

Nel viaggio di ritorno nell’aereo che ci portava in Spagna per poi andare a Roma, questo ragazzo difronte a tutti mi mise le messo le mani addosso. Se non avesse fatto quel gesto di fronte ad altri sarei stata zitta. Non avrei avuto il coraggio di svegliarmi. Volevo tornare a casa e dimenticare tutto, ma mentre mi dirigevo verso il gate  la polizia di Madrid mi fermò :Non puoi andare via devi denunciare abituata all’ Italia dissi “No no, voglio tornare a casa non denuncio. Infondo era solo uno schiaffo” Non era solo uno schiaffo. ma volevo andare via. La poliziotta mi guardò come per dire sei una povera cretina e aveva ragione. Mi disse “Senti in Italia funziona diverso e a noi non ci interessa, tu qui hai l’obbligo di denuncia ora vieni con noi”.

Tornai in Italia e i giornali vennero a conoscenza di tutto questo. Pubblicarono la notizia ovunque ed io iniziai a non uscire di casa. Non rilasciai nessuna intervista nonostante le richieste. Decisi poi di espormi sui social perché i giornalisti continuamente scrivevano cose a riguardo. Pubblicai  le prove che avevo in mano per dimostrare la verità. Mi sentivo male perché avevo compreso perfettamente che spesso noi donne siamo abituate a stare zitte e a soprassedere. Una donna in Italia oggi se viene violentata sia in maniera psicologica che fisica non ha nessuna autorità che la difende.

Non volevo che la gente si ricordasse di Sandra come l’ex di Fibra,  non sono l’ombra di nessun uomo. Cosi presi coraggio e tolsi la maschera di Miss simpatia, rivelai chi era Sandra Piace, e questa cosa ha iniziato a piacere. La gente non mi fermava più per dirmi Miss Simpatia mi fermava per dirmi “sei la ragazza che rappa veloce”

Sandra Piace: oltre la musica rap

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